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Articoli con tag ‘ricordi’

Come giocavamo

Riaffiorano vecchi ricordi dei nostri giochi

Ad un tratto, durante la lettura del Piccolo Principe, abbiamo aperto una serie di ricordi stimolati dal racconto: come giocavamo noi, con quali giochi e cosa inventavamo durante il gioco. Ci siamo divertiti molto, ognuno di noi ha ricordato qualche particolare della propria infanzia:

  • Francesca ha raccontato delle sue bambole e della sua bella casa di Barbie con cui giocava tanto, ora le sono rimaste le bambole che tiene custodite gelosamente, ma dato che la casina era rotta, la sua mamma l’ha gettata via tempo fa;
  • Fabrizio si è ricordato che giocava tanto con le costruzioni, mattoncini colorati con i quali costruiva le casine. A Fabrizio piaceva molto costruire le case. Oggi con i pochi mattoncini che gli sono rimasti fa giocare il suo nipotino Lorenzo. Come è felice Fabrizio quando lo sente divertirsi con i suoi vecchi giochi!
  • Simone ha ricordato le macchinine tutte colorate con cui giocava. Ce n’era una rossa telecomandata con cui giocava sempre, ricevuta in dono da Babbo Natale. Con quella Simone, spingendo un pulsantino, mandava la sua macchina dove voleva;
  • Francesco si è ricordato della sua macchina con la sirena sopra che se azionata faceva “uhhbuhham!”

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Dal Giornalino “Non Solo Fra di Noi” n.649

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Se un giorno mi vedrai vecchio…

Se mi sporco quando mangio e non riesco a vestirmi… abbi pazienza, ricorda il tempo che ho trascorso ad insegnartelo.

Se quando parlo con te ripeto sempre le stesse cose… non mi interrompere… ascoltami, quando eri piccolo dovevo raccontarti ogni sera la stessa storia finchè non ti addormentavi.

Quando non voglio lavarmi non biasimarmi e non farmi vergognare… ricordati quando dovevo correrti dietro inventando delle scuse perchè non volevi fare il bagno.

Quando vedi la mia ignoranza per le nuove tecnologie, dammi il tempo necessario e non guardarmi con quel sorrisetto ironico ho avuto tutta la pazienza per insegnarti l’abc; quando ad un certo punto non riesco a ricordare o perdo il filo del discorso… dammi il tempo necessario per ricordare e se non ci riesco non ti innervosire… la cosa più importante non è quello che dico ma il mio bisogno di essere con te ed averti li che mi ascolti.

Quando le mie gambe stanche non mi consentono di tenere il tuo passo non trattarmi come fossi un peso, vieni verso di me con le tue mani forti nello stesso modo con cui io l’ho fatto con te quando muovevi i tuoi primi passi.

Quando dico che vorrei essere morto… non arrabbiarti, un giorno comprenderai che cosa mi spinge a dirlo. Cerca di capire che alla mia età non si vive, si sopravvive.

Un giorno scoprirai che nonostante i miei errori ho sempre voluto il meglio per te che ho tentato di spianarti la strada. Dammi un po’ del tuo tempo, dammi un po’ della tua pazienza, dammi una spalla su cui poggiare la testa allo stesso modo in cui io l’ho fatto per te.

Aiutami a camminare, aiutami a finire i miei giorni con amore e pazienza in cambio io ti darò un sorriso e l’immenso amore che ho sempre avuto per te.

Ti amo figlio mio.

 

Marco M.

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