Blog ufficiale della Cooperativa Sociale Il Cerchio

Articoli con tag ‘migranti’

La lucertola ed il ranocchio

Una favola originaria del Niger

Fiabe in Cammino è il libro scritto dai ragazzi Rifugiati e Richiedenti Asilo del servizio SPRAR, elaborato all’interno del corso di italiano. Oggi leggiamo una favola originaria del Niger, in cui si sottolinea l’importanza del man tenere le promesse fatte.

Un ranocchio era molto amico di una lucertola, così l’andò a trovare. La lucertola era sotto gli alberi perché faceva caldo. Lui le disse “Ciao lucertola, perché ti vedo arrabbiata?” E la lucertola rispose “non ti preoccupare, non ho niente ma ho caldo e ho anche fame!”

Allora il ranocchio le disse “Vieni!” e così andarono poco lontano dove il ranocchio aveva visto un giardino con tanti alberi di mango. Quando arrivarono la lucertola disse al ranocchio “Io posso andare lassù, tu rimani giù a controllare la strada. Se i proprietari di questo giardino arrivano avvertimi, così ci nasconderemo.”

Quando la lucertola salì sull’albero vide dei buonissimi manghi rossi e gialli. iniziò a raccoglierli e a mangiarli. Il ranocchio le disse “Se tu hai deciso di mangiare lì perché non mi butti dei manghi così anche io posso mangiare!” Ma la lucertola continuò a mangiare senza rispondere. Il ranocchio si arrabbiò così accese un fuoco vicino all’albero e i fumi salirono in alto. La lucertola iniziò a tossire e dopo poco cadde.

La lucertola andò a raccontare a tutti gli animali della foresta che il ranocchio era molto geloso e che l’aveva fatta cadere dall’albero dicendo a tutti una bugia: “Perché io so salire sugli alberi e lui no!”

Tutti gli animali allora andarono a cercare il ranocchio dicendo che era pazzo e che andava fermato. Il ranocchio raccontò la verità al camaleonte che disse: “Ho capito, io sono uno stregone e ti farò diventare più forte di tutti, ma voglio che tu mi prometta di non fare del male a nessuno!”

Il ranocchio disse: “Sì, te lo prometto!” Dopo essere diventato il più forte andò a dire a tutti gli animali della Foresta: “Io sono il Re.” L’elefante decise di fermarlo. Il ranocchio però saltò nell’orecchio dell’elefante e iniziò a urlargli nell’orecchio fino a farlo impazzire. Il camaleonte cercò il ranocchio e gli disse: “Tu mi hai promesso che non avresti fatto del male a nessuno. Ma hai fatto impazzire l’elefante!”

Il ranocchio rispose al camaleonte: “Io sono il Re della foresta adesso”. Il camaleonte lanciò la sua lunga lingua nell’orecchio dell’elefante e tirò fuori il ranocchio e gli disse: “Come hai osato non rispettare la promessa che hai fatto? Non sei degno di fiducia! Ti manderò dove non c’è acqua così soffrirai molto e sarai punito per il tuo cattivo comportamento!”

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Il leone ed il coniglio

Un’avventura proveniente dal Gambia, che contrappone la forza bruta all’ingegno

Proseguiamo il nostro viaggio nel libro “Fiabe in Cammino”, scritto da ragazzi rifugiati e Richiedenti Asilo. Quest’oggi vogliamo leggere questa fiaba originaria del Gambia, che ci insegna come non sempre la forza bruta aiuta a prevalere sugli altri, ma a volte con un pizzico di ingegno si può avere la meglio. Un tema attuale, un chiaro riferimento agli atti di bullismo che purtroppo leggiamo sempre più spesso nelle cronache dei giornali.

Buona lettura!

Un giorno tutti gli animali della giungla decisero di trovare un modo per fermarlo prima che li mangiasse tutti. Discussero molto prima di andare dal leone. Quando arrivarono da lui, gli dissero “Siamo venuti per parlare con te ma solo se ci darai una chance per parlare. Tu sei il Re e noi crediamo che ogni Re debba avere dei sudditi. Se tu ci ucciderai tutti non avrai più sudditi. Abbiamo pensato di portarti un animale al giorno per pasto senza che tu fatichi a cacciarlo”.

Al leone piacque il loro piano e li minacciò di ucciderli tutti se non fossero riusciti a dargli il suo cibo tutti i giorni. Da quel giorno in avanti mandarono un animale ogni giorno per pasto, fino al giorno che toccò al saggio coniglio. il coniglio chiese subito agli altri animali di poter andare dal leone prima del orario del pasto. Voleva salvare sé stesso e il resto degli animali con la sua saggezza. Così andò dal leone e non appena il leone lo vide si arrabbiò. Disse “Sei troppo piccolo per il mio pasto. Ucciderò tutti voi per sentirmi sazio del mio pasto. Vi insegnerò una lezione che non dimenticherete per avermi tradito”.

Il saggio coniglio rispose “Oh, no, grande Re, non incolpare noi, perché erano stati mandati sei conigli per il tuo pasto ma un altro grande leone si è mangiato tutti e cinque i conigli, solo io sono rimasto per te, voleva mangiare anche me ma fortunatamente sono scappato. Gli ho detto che avrei detto al mio Re di mangiarlo per aver rovinato il suo pasto”.

Quindi il leone non credette a sé stesso che un altro Re potesse essere così grande e chiese al coniglio. “Un altro leone? Chi è? Dove vive?” Il coniglio rispose “vive nel profondo della giungla! Devi seguirmi e lo troverai là”.

Il leone lo seguì e andò nel profondo della giungla. Gli indicò un pozzo profondo, e gli disse “l’altro leone vive laggiù”, quindi il leone guardò dentro il pozzo e vide il proprio riflesso dentro il pozzo. Lui pensò stupidamente che fosse un altro leone, si arrabbiò ancora di più e saltò dentro il pozzo per attaccarlo. Morse l’acqua nel pozzo con forti spruzzi d’acqua e finalmente capì la sua stupidità quando era già affogato.

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Grande successo per la Giornata Mondiale del Rifugiato

Una cena immersi in culture e tradizioni… migranti

Lo scorso 8 settembre il servizio SPRAR della Cooperativa Il Cerchio ha organizzato, in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato, una cena presso la Fattoria Sociale.

Sono stati invitati i referenti dei Comuni di Spoleto e Castel Ritaldi, le associazioni con le quali il servizio collabora, delegazioni delle aziende che ospitano tirocini e alcuni rappresentanti della cittadinanza. Dopo una presentazione della serata da parte della Presidente della Cooperativa Serenella Banconi e della Cordinatrice del servizio SPRAR Patrizia Costantini, è stato proiettato un breve video esplicativo del Progetto, girato e montato dal Mediatore Culturale Roberto Ippolito. La serata è stata poi accompagnata dal coro della Chiesa Pentecostale di Foligno.

La cena è stata interamente cucinata e servita da alcuni beneficiari del progetto SPRAR Prima Accoglienza che hanno dato spazio alla cucina tipica dei loro paesi. Molti degli ingredienti utilizzati sono stati raccolti a chilometro-zero nella stessa Fattoria nella quale è stato organizzato l’evento. Lì molti dei beneficiari del progetto lavorano nella coltivazione di prodotti italiani e stranieri per loro stesso utilizzo.

Grande apprezzamento anche da parte del Sindaco De Augustinis, che ha partecipato all’ iniziativa. “Ritengo doveroso ringraziare la Cooperativa Sociale Il Cerchio per l’ottima iniziativa organizzata sabato scorso alla Fattoria Sociale di Protte. Si è trattato di un’occasione di incontro e di conoscenza molto importante, il segno della profonda volontà di integrazione della città di Spoleto verso coloro che intendono portare un contributo fattivo alla nostra comunità“.

L’evento ha riscosso grande successo da tutte le parti inclusi i beneficiari che hanno potuto esportare per una sera la loro tradizione e la loro cultura.

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Sami Paolini

Fiabe Migranti – Estratto

UN PICCOLO ESTRATTO DEL LIBRO SCRITTO E PRESENTATO DAI RAGAZZI RICHIEDENTI ASILO (SECONDA PARTE)

I ragazzi migranti, che fanno parte del progetto SPRAR (Servizio di Protezione, Richiesta Asilo e Rifugiati) hanno scritto e presentato un libro di fiabe alla manifestazione “Paese delle Fiabe” svolta lo scorso mese nel Comune di Castel Ritaldi, che avevamo raccontato in questo articolo.

Ecco un piccolo estratto (Seconda Parte):

La storia di Sinimori – Leggenda Senegalese

C’era una volta un bambino di nome Sinimori, rimasto orfano. Viveva solo nella sua casa ed aveva un grande gregge di pecore e capre. Un giorno si presentò una donna dicendo di essere sua zia, ma in realtà voleva solo prendere tutti i suoi animali. La zia regalò a Sinimori un cagnolino speciale: il cane vedeva ogni cosa e soprattutto diceva tutto.

L’elefante – Leggenda senegalese

All’origine del mondo, l’elefante aveva la stessa statura degli altri animali, non era né più grande né più piccolo. Nonostante ciò era il più prepotente, voleva comandare su tutti e puniva duramente chi non lo serviva e riveriva come un re. Un giorno gli abitanti della savana, stanchi delle sue prepotenze, si riunirono di nascosto in assemblea e si dissero l’un l’altro: – Non vogliamo più sopportare le cattiverie dell’elefante.

Il formaggio – Favola Pakistana

Una volta due gatti rubarono un pezzo di formaggio. Il formaggio era davvero molto buono e i due iniziarono a litigare su come dividerlo in parti uguali. Per fare questo ci voleva una bilancia e così decisero di andare dalla scimmia che era l’unico animale del bosco a possederne una. Quando incontrarono la scimmia le dissero quale era il problema e le chiesero di dividere il formaggio in due pezzi uguali. Ma questo formaggio era talmente buono che piaceva molto anche alla scimmia, così cercò di escogitare un piano per mangiarselo tutto lei.

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Sami Paolini

 

Fiabe Migranti – Estratto

Un piccolo estratto del libro scritto e presentato dai ragazzi Richiedenti Asilo (Prima Parte)

I ragazzi migranti, che fanno parte del progetto SPRAR (Servizio di Protezione, Richiesta Asilo e Rifugiati) hanno scritto e presentato un libro di fiabe alla manifestazione “Paese delle Fiabe” svolta lo scorso mese nel Comune di Castel Ritaldi, che avevamo raccontato in questo articolo.

Ecco un piccolo estratto (Prima Parte):

Le due gobbe – Favola Senegalese

C’era una volta un uomo che si chiamava Momar ed era sposato con una donna di nome Kari. Kari aveva un difetto: una piccola gobba sulla schiena. Bastava che indossasse vestiti un po’ larghi per mascherare la gobba, ma Kari ne faceva una tragedia, tanto che non voleva neppure più uscire di casa per paura che la gente puntasse gli occhi sul suo insignificante difetto.


Il figlio di Allah – Favola senegalese

-Io racconto.
-Noi ascoltiamo
-C’era una volta…
-Quando è successo, c’eri?
In tempi molto lontani, quando gli animali parlavano con gli uomini, c’era una donna malvagia che aveva quattro figli e abitava con loro ai margini della foresta.
Il primo figlio si chiamava Jamloro, il secondo Biraama, il terzo Ndaama e il quarto, che era piccolo piccolo, Toni. La madre amava i primi tre, ma l’ultimo lo odiava, anche se era buono, allegro e gentile.


Dinkidanko: la fiaba del serpente giallo – Fiaba proveniente dalla regione della Casamance (Senegal)

C’era una volta, in una zona sperduta della foresta della Casamance, un villaggio che viveva minacciato da un grande serpente giallo chiamato:DINKIDANKO. Questo serpente era il più grande mai visto ed era molto pericoloso, aveva sulla testa due lunghe corna ed ovunque passasse distruggeva raccolti e terrorizzava grandi e bambini. Un giorno gli abitanti, stanchi di vivere con questo costante timore, andarono dal Re del villaggio, e gli dissero che bisognava assolutamente reagire e cacciare il serpente che continuava a saccheggiare i loro raccolti.


Storia del re che avrebbe visto il paradiso – Storia dei Pathan, un gruppo etnico-linguistico che abita prevalentemente l’Afghanistan orientale e meridionale e il Pakistan occidentale, nella regione del Pashtunistan.

C’era una volta un re il quale, un giorno in cui stava cacciando, giunse presso un fachiro in un luogo solitario tra le montagne. Il fachiro era seduto su un vecchio telaio del letto a leggere il Corano, con una cappa rattoppata gettata sulle spalle. Il re gli chiese che cosa stesse leggendo; lui rispose che stava leggendo del paradiso e pregando che potesse essere degno di entrarvi. Allora il re chiese al fachiro se potesse mostrargli uno scorcio di paradiso.

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Sami Paolini

I migranti richiedenti lo status di protezione internazionale potranno realizzare attività di volontariato

Firmato protocollo d’intesa con il Comune di Spoleto

Tre i soggetti che collaboreranno insieme al Comune di Spoleto: la Cooperativa Sociale Il Cerchio, l’A.Se. Spoleto S.r.l. e l’associazione di volontariato “I miei tempi”.

“è la parola dignità a contraddistinguere questo protocollo – sono state le parole del Vicesindaco Maria Elena Bececco nel corso della conferenza stampa – è un segnale importante perché si tratta di un accordo che permetterà ai ragazzi ospitati a Spoleto di svolgere attività socialmente utili a favore della comunità”.

Quarantadue i migranti a Spoleto all’interno del progetto “Emergenza sbarchi”; uomini tra i 19 e i 30 anni (non ci sono ad oggi famiglie, né minori) che potranno essere impegnati in lavori di piccola manutenzione sia nei giardini pubblici, che nelle aree cimiteriali.

“Alcuni sono a Spoleto da poco e, per i primi sei mesi, non possono svolgere questo tipo di attività. Per ora quindi sono stati individuati cinque ragazzi, che conoscono meglio degli altri l’italiano e che hanno dato da subito la propria disponibilità; due di loro affiancano già gli operai dell’A.Se. che lavorano nelle aree cimiteriali della città – ha spiegato Patrizia Costantini, Presidente dell’associazione di volontariato “I miei tempi” – Spoleto è una realtà che sta lavorando molto bene su questo fronte: se i circa 8.000 comuni italiani lavorassero tutti sul fronte dell’accoglienza non ci sarebbe più alcuna emergenza”.

Il tutto avviene secondo una programmazione di orari e di giorni lavorativi che li vede impegnati dal lunedì al sabato, dalle ore 9 alle ore 13.

“Questi ragazzi svolgono con noi una attività che riguarda la manutenzione leggera nei luoghi dove, come azienda, siamo chiamati ad effettuare altri tipi di lavori – ha tenuto a precisare l’Amministratore Unico dell’A.Se. Spoleto S.r.l. Giuseppe Scatolini – Stiamo cercando di inserirli all’interno di un ciclo di lavoro che può aiutare a rendere migliore la città, specialmente nel centro storico. In questa prima fase ci concentreremo sui trentacinque cimiteri di Spoleto”.

“Sono ragazzi che hanno voglia di dare un contributo alla comunità – ha dichiarato Costantino Cacciamani, Vicepresidente della Cooperativa Sociale Il Cerchio – Da parte nostra, insieme all’amministrazione comunale, c’è uno sforzo per far sì che tutto questo avvenga all’insegna della dignità. Proprio per questo sono tutti impegnati anche in attività culturali e sportive, come ad esempio i corsi di lingua italiana”.

Dal sito www.comunespoleto.gov.it – Comunicato stampa di Davide Fabrizi

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Fiabe Migranti

I ragazzi del progetto SPRAR hanno scritto e presentato un libro di favole

“Fiabe migranti” è un’idea nata all’interno dei corsi di lingua italiana del progetto Sprar di Spoleto e Castel Ritaldi come mezzo di scambio culturale tra persone di diverse etnie e non solo di studio della lingua. Si è sviluppata durante i mesi primaverili ed estivi di questo anno attraverso il racconto e la scrittura di fiabe e favole dei vari paesi nei quali i beneficiari sono nati. Il lavoro fatto nelle classi si è poi concluso con la raccolta delle suddette in un piccolo libro. Per completare e impreziosire il tutto sono stati inseriti alcuni disegni dipinti da altri beneficiari dopo una lettura di gruppo.

Per la diffusione e la conoscenza di questo progetto, domenica 17 settembre, gli insegnanti Sami Paolini e Alessandra De Feudis, insieme a operatori e beneficiari del progetto Sprar, hanno presentato il libro all’interno della manifestazione “Il paese delle fiabe”, promossa dall’Amministrazione comunale di Castel Ritaldi presente all’evento nelle persone del vice-Sindaco Sante Mesca e dell’Assessore Tamara Martini.

Il libro è stato dedicato alla memoria di Aura di Tommaso, Assessore alla Cultura e al Sociale e poi Vice Sindaco, nonché ideatrice della manifestazione “Il paese delle fiabe”, una donna che nella sua vita ha sempre contribuito alla crescita culturale del paese che se fosse ancora viva avrebbe con grande entusiasmo sostenuto il progetto Sprar e tutti gli eventi come questo.

Sami Paolini

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