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La Cooperativa Il Cerchio al XIV Work shop sull’impresa sociale

La presidente Serenella Banconi è intervenuta sul tema “Dalla Comunità alla crowd (e ritorno): Fundraising e azionariato diffuso negli investimenti delle imprese sociali

Si è svolto a Riva del Garda il 15 e 16 settembre il XIV Work shop sull’impresa sociale dal titolo “Equità e sostenibilità in uno scenario diseguale” al quale ha preso parte anche la Cooperativa sociale il Cerchio con l’intervento della presidente Serenella Banconi.

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Il tema di quest’anno è chiaro: equità e sostenibilità, elementi fondanti le imprese sociali ma anche temi quanto mai attuali.

Il Workshop sull’impresa sociale è l’evento di riferimento per tutte le imprese che producono beni e servizi di interesse generale, per scopi di utilità sociale, ed è un momento che ogni anno favorisce l’emergere di buone pratiche innovative attraverso il confronto tra imprenditori, ricercatori e altri attori pubblici e privati.

L’intervento della presidente della Cooperativa Il Cerchio ha riguardato il tema, molto discusso, della capacità delle imprese sociali di finanziare i propri processi di sviluppo, anche attraverso la partecipazione attiva dei cittadini (fundraising), grazie ad imprese che scelgono di lavorare solo nel e per il proprio territorio, radicandosi fortemente nella propria comunità.

I cittadini, infatti, possono essere coinvolti attraverso il crowdfunding, modalità che consente di attivare processi partecipativi estesi e profondi, in molti casi accrescendo il successo dell’iniziativa.

In questo contesto si inserisce perfettamente l’intervento della presidente della Cooperativa sociale Il Cerchio Onlus Serenella Banconi che ha descritto l’esperienza del servizio Le Ville – Dopo di Noi.

“Realizzare una casa per il ‘Dopo di noi’ – ha spiegato Serenella Banconi durante il suo intervento nel workshop -, non è stato solo costruire un luogo ed un servizio famigliare per i nostri utenti, ma anche restituire una casa alla comunità della nostra città. È significato riqualificare uno spazio urbano bellissimo ma ormai degradato, mettere alcuni utenti/cittadini, dopo un corso ad hoc, a rendere fruibile un sito archeologico come il Ponte Sanguinario di Spoleto”.

“Il luogo – ha proseguito Serenella Banconi – è esattamente alle porte di Spoleto, vicino ai luoghi dove la gente si incontra, ed è proprio qui che ognuno è diversamente uguale rispetto agli altri. Essere in quel luogo, anche grazie al sostegno dei cittadini di Spoleto, all’ombra delle mura della città, in piazza e sul corso, diventa per le persone che vi abitano, persone più fragili di chi può raggiungere abilmente luoghi e persone, essere ‘protetti’ e accolti non solo in un servizio ma in una comunità: diventare cittadini e cittadine davvero.  Utilizzare bene le diverse abilità – ha concluso la presidente del Cerchio -, può diventare una risorsa e non un peso per la comunità”.

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